FOCUS 02 La parola "Canone" (dal greco kanon) significa "regolo" o "linea guida". Nel contesto biblico, indica l'elenco ufficiale dei libri considerati ispirati da Dio e normativi per la fede e la prassi di una comunità religiosa. La diversità tra le Bibbie odierne (cattolica, protestante, ortodossa) non è casuale, ma dipende da precise scelte storiche e teologiche avvenute nel corso dei secoli. 1. Il dilemma dell'Antico Testamento: Ebraico o Greco? Al tempo di Gesù e dei primi apostoli, il mondo giudaico non aveva ancora un canone chiuso e universale, ma utilizzava principalmente due grandi raccolte di testi sacri: -Il Canone Ebraico (Palestinese): Più ristretto, comprendeva solo i libri scritti originariamente in lingua ebraica o aramaica nella terra d'Israele. È la base del moderno Tanakh ebraico. -Il Canone Greco (Alessandrino o dei "Settanta" / LXX): Più ampio, includeva libri scritti o conservati direttamente in lingua greca, nati all'interno della diaspora giudaica nel Mediterraneo (in particolare in Egitto). I primi cristiani, che parlavano e scrivevano in greco per evangelizzare l'Impero Romano, adottarono spontaneamente la Bibbia dei Settanta. Di conseguenza, la Chiesa antica inserì nella propria Bibbia anche questi testi greci, considerandoli Scrittura a tutti gli effetti. 2. Le fratture storiche: cattolici, ortodossi e protestanti -La Riforma Protestante (1517): Nel XVI secolo, Martin Lutero decise di tradurre l'Antico Testamento basandosi esclusivamente sul canone ebraico, escludendo i libri greci. Li definì "Apocrifi", considerandoli utili e buoni da leggere, ma non al pari delle Scritture, ritenute divinamente ispirate (l’ispirazione divina e’ un assunto teologico, non un qualcosa che . -Il Concilio di Trento (1546): In risposta alla Riforma protestante, la Chiesa Cattolica confermò ufficialmente il valore teologico dei libri greci della Septuaginta, definendoli "Deuterocanonici" (cioè inseriti in un "secondo momento" nel canone, ma dotati della stessa identica autorità dei primi scritti). -La Tradizione Ortodossa: Le Chiese orientali, non avendo conosciuto la frattura della Riforma occidentale, hanno mantenuto un legame ininterrotto con la versione dei Settanta. Nel corso di vari sinodi successivi (come il Sinodo di Gerusalemme del 1672), si è confermata l'ispirazione dei deuterocanonici cattolici, aggiungendo al proprio canone anche altri testi storici e profetici tipici della tradizione bizantina, greca e slava. 3. Il Nuovo Testamento: Un Canone Condiviso A differenza dell'Antico Testamento, i 27 libri del Nuovo Testamento sono stati definiti attraverso un progressivo consenso ecclesiale nei primi quattro secoli (fissati definitivamente nei concili di Ippone e Cartagine alla fine del IV secolo). Questi 27 libri sono oggi universalmente accettati e identici in tutte le confessioni cristiane del mondo.
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