Alleluya
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In ogni istante ricevi migliaia di informazioni che non noterai mai. Il cervello non può vedere tutto, quindi sceglie. E sceglie in base a una cosa sola: quello che gli hai detto di cercare. Digli “macchine rosse” e troverà le macchine rosse. Anche a costo di perdersi un elefante. Ma se per anni gli dici “cerca i problemi, le mancanze, le prove che non ce la farai”… indovina cosa troverà. Con la stessa, implacabile efficienza. Numeri 13–14 Dodici uomini esplorano la terra promessa per quaranta giorni. Tornano con un grappolo d’uva così grande da doverlo portare in due, appeso a un palo. La prova è lì, davanti a tutti. Eppure dieci di loro dicono: “Al nostro confronto sembravamo cavallette, e così dovevamo sembrare anche a loro.” (Numeri 13:33) Nessun gigante gliel’aveva detto. Si erano rimpiccioliti dentro, prima ancora di affrontarli. Caleb vede gli stessi giganti, le stesse mura altissime. Non è un ingenuo. Ma dice: “Saliamo. Ce la possiamo fare.” (Numeri 13:30) I dieci guardavano i giganti e dimenticavano Dio. Caleb guardava Dio e dimenticava i giganti. Il popolo sceglie la paura, e resta quarant’anni nel deserto (Numeri 14:34). Quello che fissi decide dove arrivi. Luca 24:13–35 Ma non basta scegliere lo sguardo giusto. Due discepoli tornano verso Emmaus dopo la croce. Amano Gesù, hanno ogni informazione: la tomba vuota, i testimoni, gli angeli. Eppure camminano con la faccia da funerale. E mentre dicono “noi speravamo che fosse lui” (Luca 24:21), Lui cammina al loro fianco. Per undici chilometri. “Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.” (Luca 24:16) Il cuore gli ardeva, ma gli occhi restavano chiusi. Si aprono solo a tavola, quando Gesù spezza il pane (Luca 24:31). Non è allenamento mentale. È rivelazione. È lo Spirito Santo che illumina “gli occhi del vostro cuore” (Efesini 1:18). Forse oggi la tua preghiera non deve essere “Signore, cambia tutto”, ma quella di Eliseo: “Signore, apri i miei occhi.” (2 Re 6:17) Perché Gesù non ti chiede solo che cosa cerchi (Giovanni 1:38). Ti chiede: chi cerchi? (Giovanni 20:15)

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